esserino & balena

visto che scrivono cani e porci anche io e balena proviamo a dire la nostra..... intanto il nostro motto: fatevi i gatti vostri e camperete a lungo

Chi sono

Utente: esserinoebalena
Nome: Esserino GATTO
un gatto ovviooooooooo e mio fratello Balena gatto anche lui

C'è sempre un gatto che ci guarda mentre aspettiamo. C'è sempre un gatto che ci parla e ci spiega il senso della vita e della morte. Magari in silenzio, ma c'è sempre....

LIBERASIONATORIA: cuesto bloghe. in dei senzi dele legi dela ditoria e dele antre legi sula informasione. no costituiscie niente che fava violassione ala legie del Gato Eterno pe il resto la diretricie sponsabile nela foticina cuì soto, risalassia la dichiarassione gienstuale

--PER CHI VUOL SAPERNE DI PIU'-- Il blog fatevi i gatti vostri nasce per iniziativa di Esserino Gatto, perennemente seduto sul pc di zia, con l’aiuto del nipotino di mamma umana Bobby, vero adoratore di questo gattino col quale si identifica e al quale attribuisce doti intellettive e culturali straordinarie per un micio. L’ interpretazione dei pensieri ed umori di Balena è opera della giovanissima ma non meno pazza sorella Dani che, quando il fratello ha troppo da fare, lo sostituisce nell’ausilio a Esserino. Nella lettura globale “blogale” è facile incontrare: incongruenze, contraddizioni, differenti versioni di un fatto. Derivano dall’ essere questo blog un luogo virtuale in cui si avvicendano più autori, differenti teste, differenti stili e soprattutto conoscenza dei fatti di seconda mano, avvenuta per lo più attraverso le veglie di Dante, amante del racconto orale ma poco dello scritto. DANTE, il babbo umano, i gatti se li è trovati in casa, partoriti da una gatta libera Agata che li ha concepiti (forse) con Benito (così detto per le pose autoritarie e per la nevrotica ,ricorrente affermazione della propria maschia e latina virilità). Della cucciolata, il grosso Balena e lo smilzo Esserino, in simbiosi fin dalla nascita sono stati trasferiti a casa di mamma Holly, quasi sempre detta la mamma umana, quale pegno di amore da parte di Dante.Gli altri sono stati sistemati tutti presso amici A giugno 2007 Agata è scomparsa nel nulla. ITO (così familiarmente detto) continua a fare il gatto guardiano a casa del babbo, in quella fascia di alta maremma cara a Fattori e ai Macchiaioli. Dante carattere irrequieto, spirito libertario sempre in contrasto con tutto ciò che è ordine e potere, vive facendo il pescatore tra Livorno e Piombino e l’arrotino in giro per l'Italia. Ha studiato ed ha avuto una brillante carriera ma il carattere insofferente, le prese di posizione radicali, diverse peripezie giudiziarie lo hanno portato dai convegni universitari al fiasco del vino. Di sé non parla molto, beve (troppo) suona l’armonica, improvvisa versi, ama i gatti e la mamma. Quando non pesca sul Tirreno,vive in una sorta di pendolarismo tra la sua bicocca sul mare, la casa del nonno a Livorno, dove è nato e incontra tutti i suoi amici, e Venezia dove vive la mamma. Per singolare coincidenza anche la mamma vive di pesca. Mentre Dante è un omaccione robusto e talvolta sovrappeso Holly è esile e raffinata. Avendo ereditato una barca per la pesca (sarebbe meglio dire la raccolta) delle vongole,ha scelto questa attività come alternativa agli impieghi precari che svolgeva da tempo. La pesca in laguna, un tempo fruttuosa, al momento è fortemente ridimensionata a causa dell’inquinamento e gli incassi un tempo buoni stanno andando piuttosto male. Adora i suoi gatti ed è perennemente in attesa dell’arrivo di Dante. Appena può va lei a trovarlo e si prende cura del babbo gatto ito che a causa delle lotte con gli altri maschi ha perennemente bisogni di medicazioni. Ruotano intorno alla famiglia e intervengono occasionalmente nel Blog: NONNO ULIANO e DON LUIGI (sacerdote in pensione): ultra ottuagenari, sono stati partigiani insieme quando erano poco più che ragazzi. Sopravvivono con dignità e fatica aiutandosi e bisticciando di continuo come Peppone e don Camillo, le loro fonti di angoscia sono rispettivamente la scomparsa dei comunisti e i discorsi del papa. DINO il lavacani: compagno di infanzia di Dante (rimasto orfano di mamma dalla nascita ha avuto il latte da nonna Argia, scomparsa anche lei una decina d’anni fa) hanno studiato insieme ma anche Dino non ce l’ha fatta a digerire il sistema e ha preferito la toilette per animali alla cattedra universitaria. Continua a laurearsi in discipline disparate che spaziano dalla filosofia alla biologia marina. Di fede marxista leninista sono famosi i suoi scontri con Dante anarchico libertario. Al momento sembra vivere una fase emozionale peggiore.Recentemente la mamma ha avuto in dono dal fratello un portatile seminuovo, così il vecchio macinino su cui furono scritti i primi post è passato come dotazione del Bar, consentendo al gruppo di Livorno di interagire in tempo quasi-reale. AMPELIO: Il circolo degli amici Livornesi si ritrova a un baretto (Bar Nado suocero di Ampelio) gestito da lui che non è un cuor di leone ma è furbo e da NARA: sua moglie (costretta a far quasi tutto lei in casa e al bar) Sono avanti con gli anni e non si sa quanto reggeranno col bar. I FIGLI di Ampelio (che hanno nomi di insetti, tipo ZANZARA, TAFANO, MOSCA, per il loro modo insistente di richiedere attenzione quando erano in età infantile) compaiono ogni tanto. Il Tafano e Zanzara, ambedue giornalisti free-lance, talvolta scribacchiano sul blog per conto proprio o in aiuto del nonno Uliano.Se volete leggere le puntate precedenti trovate l'archivio dopo l'elenco dei premi ricevuti

Il Martinello Crittografico

a E & B e a Dino

ricevuto da passatorcortese

ricevuto da renatona

ARTE Y PICO

ricevuto da stefanover

ricevuto da pyperita

Best Graphic Award ricevuto da Mauro Piadi

ARTE Y PICO

assegnato a Dante dal prof.G.Martinelli

ricevuto da redcats

assegnato a Holly dal prof.G.Martinelli

ricevuto da Passator Cortese

ricevuto da misterytrain

ricevuto da misterytrain

ricevuto da Flavia Blog

ricevuto da xFame chimicax

ricevuto da Fiore di Collina

ricevuto da Redcats

ricevuto da Luigi Bortolo

ricevuto da Monyx

ricevuto da Ka81

ricevuto da Fiore D'Autunno

ricevuto da Mauro Piadi

ricevuto da Flavio Roma

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
martedì, 17 novembre 2009

Blog senza numero:

Sono Holly.

A proposito di lettere aperte, cari amici, permettetemi un piccolo messaggio per il mio adorato Dante, impossibilitato per ora a scrivere, messaggio che invio insieme ad Esserino Balena Dani Bobby e a tutti gli amici di Venezia e Livorno tutti insieme.

Un piccolo pensiero per Dante convalescente.

Un piccolo incidente di percorso, nulla di grave, un occhio nero e la pappa di Ito sull’asfalto. La bici l’ha avuta meglio e per Dante poteva andare peggio.

Con tutto il mio amore e il nostro affetto, guarisci presto.

Tua Holly.

 

postato da: esserinoebalena alle ore 19:28 | link | commenti (12)
categorie:
sabato, 07 novembre 2009

fatevi i gatti vostri n. 324 " il concetto di limite"

Sicuramente non si sa quale sia il concetto di limite applicabile agli incasinamenti. Uno pensa, ottimisticamente: "abbiamo toccato il fondo, traiamone un vantaggio: non si può che risalire!" invece no perché non si trattava del vero "fondo fondisimo che no ciene erino di pù in fondo", come dice Balena, ma di uno pseudofondo che copriva un baratro.

Dante sta lasciando l'amatissima casa del mare, la vendono e lui non ha neppure i soldi per affittarne un'altra, il nonno Uliano dice che "n'è sortito il su numero" ovviamente dopo esami medici che sono "sortiti" malauguratamente positivi. Così Babbo Dante dovrà andare a vivere col nonno e noi lo vedremo meno e la mamma sarà tanto più nervosa.

La dottoressa ha detto che per Natale potremo avere il panettone della Hill's ma non il tonno.

Insomma ecco perché in questi giorni scriviamo poco.

Due notizione però ci sono!

Murasaki ci ha assegnato un premio stupendo con una menzione che ci ha commossi e il contatore del nostro post ha ormai superato quota 50'000!

Un abbraccio a tutti

scriveremo presto i dettagli su quanto anticipato in questo breve comunicato

Esserino

postato da: esserinoebalena alle ore 07:17 | link | commenti (9)
categorie:
mercoledì, 28 ottobre 2009

Fatevi i gatti vostri n.323 "La svizzera la gà i danè"

"La Svizzera la svizzera,

la svizzera la svizzera,

la svizzera la svizzera,

la svizzera...

la gà i danè"

ni cantavano così ieri a Dino Ciampi. Difatti è tornato, bianco come un cencio e più dondolante di prima. Appena varcata la porta del bar Nado gli si son fatti sotto tutti col triplo fuoco di fila delle domande. Dalle più soft alle più indiscrete. E luilì a mandare tutti affanculo tranne la mi'mamma, che sarebbe  Nara la barista. Difatti lei n' aveva bell'e messo sotto r' muso un tegamino di zabaione che sembrava polenta, da quant'era sodo e ni faceva con tono ironico: "bada che tegamino Ciampi! E si trovano anche qui senza andà tanto lontano." Ma lui zitto che pareva n'avessero tagliato la lingua.

 L'unico ad aver diritto alle sue confidenze è stato Don Luigi che aveva finanziato la trasferta autoriducendosi la quota euri altrimenti destinata alle bevute.
In confessione (si fa per dire) con Don Gigi non si può fare economia  e così adesso si sanno almeno tanti particolari della vicenda quanti ne sanno gli italiani del Gradoli Scandàle.
"Ma la carretta o carriola  (1) che dir si voglia nien'hai fatta provà onnò?" Pare abbia impietosamente inquisito il labronico Torquemada e Dino  scoteva la testa dicendo: "ma 'sa voi abbia fatto Gigi? ve du numeri che ci s'hanno tutti nel repertorio. "

Comunque con me che sono donna e "sempre piccina" come dice la mi mamma, non si sono voluti sbottonare in merito ai particolari hard del téte a téte. Io  sarò  anche piccina ma di fidanzati n'ho bell'e messi in cassantegrazione diversi e so che quando l'omini i particolari hard non li dicono è perchè sono innamorati altrimenti che abbiano combinato varcosa o nulla il ritornello è il medesimo: Mani sui lombi e sguardo ammiccante se riferiscono delle proprie avventure alle amiche, dovizia di particolari tra omini specie al barre o dal barbiere.
Pare comunque che la sfisserotta, come l'appella Dante, abbia accolto Dino con estrema amichevolezza ma senza sdarsi troppo. L'ha collocato in un buon hotel di Zurigo, in modo che Dino avesse tempo per adempiere alle commissioni delle quali l'aveva incaricato Don Luigi (mera scusa ma lei non lo sapeva vedi in proposito il post n. 319 o prima). La sera l'ha portato a cena in un locale delizioso e dopo aver mantenuto la conversazione su Livorno, l'Italia, la crisi, le sorti di tutti i vecchi amici l'ha riaccompagnato in albergo ed è tornata a casa. Dino poveretto, non ha l'intraprendenza di Don Luigi o di Dantino anzi si potrebbe dire che la sua arte della seduzione sia di tipo zen ovvero:

 agire non agendo, eliminare il pensiero fare il vuoto.

E difatti il letto niè rimasto voto per du notti a fila.

Poi s'avvicinava il fine settimana e li svizzeri, si sa, come la maggior parte dei nordici si levano la maschera che hanno portato tutta la settimana e lì giù che ti ritrovi il mega direttore di non so quante banche che fa i numeri  al naitte con qualche caraibica nera come la notte insieme a tutta la squadra di lavoratori stagionali che dal lunedì mattina al venerdì si genuflettono al suo passaggio e gli lustrano le scarpe colla lingua. Eccola la democrazia! Mica come qui che i politici o i mega menager vanno a puttane coi soldi nostri. Scherzo ovviamente sulla Svizzera, non ci sono mai stata e questi racconti l'ho sentiti al barre da un rappresentante d'orologi che andava lassù a comprare accessori veri per rolex falsi che rivendeva agli americani di Canderbi, qui vicino a noi. Sull'Italia, invece, non scherzo per niente e mi ci arrabbio parecchio.

Per tornare al Ciampi: il venerdì mattina pare gli abbia telefonato Christine dicendogli che, se non aveva urgenza di rientrare alla base, avrebbe volentieri trascorso il week end con lui sul lago di Locarno. Per l'esattezza trattasi del nostro italianissimo lago Maggiore. Passi l'elevetizzazione toponomastica per il lago di Lugano, di cui la Confederazione possiede una bella fetta,  ma del Maggiore ce n'hanno un' undia e lo chiamano lago di Locarno.

 Comunque la sfisserotta proprio sulla riva del lago possiede una bella villa rifatta in stile toscano con le tegole comprate all' Impruneta. Ovviamente nel paesaggio subalpino ci sta come il cavolo a merenda ma meglio del condominio a Shangai (popolare area urbana della mia città) dove sto io, dovrebbe essere.
Doveva esserre un week end e invece la mega manager pare abbia dato forfait e sia rimasta lì per un fottìo di tempo. Del resto Dino ha la carburazione lenta e, stando alle prese per i fondelli che gli arrivano da Dantino e da Don Luigi, sotto i suoi assalti pare abbiano chiappato sonno in parecchie. Comunque, per non inimicarmi Dino che l'adoro,  userò parole mutuate da De André

".....cavaliere lui era assai valente ed anche in quel frangente d'onor si ricoprì......" (2)

Poi la festa è finita, il dovere ha levato alto il suo richiamo e la sfisserotta che si occupa di intermediazioni finanziarie oltre a portare avanti l'impero creato dal padre, ha dovuto fare ritorno a Zurigo.
E il pianoforte? Direte voi.
E il pianoforte? Ha chiesto Don Luigi per primo e tutto il barre a seguire.
Non ci crederete ma del pianoforte o meglio di accennare allo strumento in modo tale che Christine ricordasse l'antica promessa di regalergliene uno, questo rincoglionito non se n'è neppure ricordato.
Dantino quando l'ha saputo ha tirato le solite venti madonne e poi s'è messo a ridere.
"Pensate mi meravigli? - m' ha detto al telefono, quando l'ho chiamato (dato che Don Luigi non se la sentiva e continuava a dire "maremma troia sbudellata infame e  rotta di qui e  rotta di là ....
be' mi vaini pe'  sto bischero")

"Zanza- m'ha detto Dante- "ci sono cresciuto insieme a luilì, lo so com'è fatto, del pianoforte m'importa na sega, l'importante è che un abbia preso nfezioni perché r preservativo lo porta n'capo mica dove serve".

Zanzara

 

(1) Per i curiosi chiarisco che la posizione della carriola è quella in cui i due kama-performanti si posizionano con la donna in orizzontale che si sostiene sulle mani a terra e l'uomo che si congiunge con lei sorreggendola  per le caviglie.  Io non ho ancora incontrato partner che riuscissero a fare le due cose insieme ma Riccardo il tafanino,  che sarebbe mio fratello, dice che con Maila di Stagno ci riusciva, difatti l'unica volta che ci provarono  lei si ruppe il naso e lui finì in urologia con una rottura proprio  a metà del suo arnesuccio.

(2) Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers, Dantino mi ci cantava la ninna nanna.

(3) perché ovviamente lui non può bestemmiare.

postato da: esserinoebalena alle ore 17:06 | link | commenti (12)
categorie:
domenica, 25 ottobre 2009

fatevi i gatti vostri n. 322 " Lo mandava Rai TRE"

Ringrazio YetButName per il fantastico lapidario commento  che prendo la libertà di  usare come titolo del post di oggi. Dante
-------------------==oOoo==------------------------
Facile sparare sul povero Marrazzo! Arranca nella merda e la merda si sa... più la smuovi più puzza.
Almeno ha la dignità di riconoscere la propria debolezza.
"Esssendosi sospeso- sostiene il suo avvocato- i fatti rientrano nel privato e hanno diritto alla riservatezza".
Sul tema della debolezza ritornerò in seguito. 
Quanto al concetto del privato non ci sto. Non ci credo per Silvio, non ci credo per Piero. Niente è più privato in questo cazzo di mondo. Spiano me che conto meno di niente, figuriamoci se non spiano chi ricopre un ruolo pubblico o comunque una funzione importante.  Eppoi se uno le frequentazioni strane ce l'ha quando ricopre un ruolo pubblico, si espone a pericoli che minano sia il suo privato sia il suo ruolo istituzionale. Mi spiego meglio, se hai uno scheletro nell'armadio e sei ricattabile, si possono estorcere da te favori o atti che contravvengono alla funzione per la quale sei stato scelto e per la quale rappresenti anche me. Quindi di quale privato si vuol parlare? Del "d'ora in poi"  suppongo perché in tutto il "quo ante" risiede il mio anzi il generale diritto all'informazione.
Su Marrazzo, però, vorrei spendere differenti parole rispetto a quelle che usai per il cavalleggero di Arcore. In una certa misura il catonismo manicheo  di Marrazzo ha incrociato le sorti mie e del nostro Ciampi (Dino sempre eh... non Azelio) e questo mi dà lo spunto per una delle mie "vicende vissute" trasposte in chiave di novella.
I lettori avranno notato che, nella mia shizoesistenza tra Livorno e Venezia,  mi soffermo spesso a parlare di Roma. Ne parlo con amore e con un minimo di conoscenza, ci ho abitato infatti, tanti tanti anni fa e proprio tanti anni fa, a me e a Dino capitò un fatto singolare.
Avveniva dunque in terra Romana che  Pierino, che aveva da poco raccolto l'eredità di Lubrano (similia similibus....) conducesse una trasmissione Rai ove, in maniera decisamente autoreferenziale  portava avanti uno spettacolo in cui si recitavano pièces teatrali con una fabula sempre uguale: la vicenda dei poveri stolti gabbati dagli astuti delinquenti.
Il Ciampi ed io, all'epoca, sbancavamo il lunario insegnando in una scuola privata di Roma. Non voglio fare apologie del management della scuola, né dei fini e dei mezzi usati dal proprietario per diplomare i propri clienti. Nelle mie materie (lettere, storia, inglese, matematica) i ragazzi affidatimi erano arrivati tutti ad un buon livello, in quelle del nostro Dino (fisica, filosofia, economia aziendale e politica) idem. Insieme  a uno sparuto gruppo di colleghi mandavamo avanti tutto l'ambaradam. Dello staff  ricordo bene  l'insegnante di francese e tedesco,  una affascinante signora vedova, che si vantava di essere nata nel primo decennio del secolo  e  un anziano conte, in ristrettezze, che oltre a corteggiare la predetta signora, fungeva da preside,.Chissà cos innescò la miccia? Forse l'esame finale, che si faceva fuori sede, era addomesticato? Forse la scuoletta non aveva santi in paradiso o non distribuiva prebende colà dove si suole impetrar ciò che si vuole? Forse  di prebende ne distribuiva troppe? Forse qualche studente che si era ritirato per propria deficienza aveva restituito la pubblica novella  di essere stato buggerato dal micro management della scuola? Non saprei dirlo e non mi interessa. La cosa giunse davanti al tribunale  TV e Piero il "censore" levò il dito, chiamò funzionari della Pubblica Istruzione che, nell'occasione, fallarono nel maneggio dei congiuntivi  precorrendo le disavventure sintattiche del "media-duce". Una  tra le esperte, in particolare, con tono grave e augusta possanza ebbe a sentenziare:
"se quella scuola" .Meglio sarebbe stato "codesta" ove avesse voluto mantener distanza dal conduttore e dai convenuti. Ad una non toscana, si poteva concedere anche un più generico "questa scuola" ,mantenendo l' oggetto del contendere nel campo di osservazione dell'enunciante, ma si tratta di quisquilie percepibili da orecchie che hanno bevuto l'italiano col latte materno, il bello aveva ancora da venire.....
"Se quella scuola- ripetè per corroborare l'effetto scenico di cotanta sentenza- "sarebbe e sottolineo sarebbe con ovvia dubitazione e beneficio di prova... sarebbe ciò che asseriva di essere stata, in detto caso, come si evince dalla logica, la medesima scuola aveva affrontato l'iter ...."
Forse sarebbe stato meglio avesse detto l'Inter, quello nerazzurro, dato che il latino in boc ca a lei suonava come una scorreggia in bocca al Papa.
"... iter ripeto, severo e qualificato al fine di  ottenere un riconoscimento  ministeriale e non proseguiva ad operare fattasi forte del vacuum....legislativo"
Forse il vacuum l'aveva in capo lei o  intendeva l'aspirapolvere degli inglesi.
 Nara che aveva fatto il terzo avviamento professionale (ma a Livorno) percepì che c'era da ridere e accese il registratore. Appena mi vide mi presentò la cassetta insieme a un pònce dicendo:
"mi sa che rincomincio a "segnare" le tu' bevute e quelle del Ciampino perché il lavoro  romano vi finisce presto a vo' due"
La scuola dimostrò poi la propria innocenza nelle sedi opportune e vinse vari procedimenti contro stampa locale che aveva fatto eco alla trasmissione. La cattiva pubblicità ottenuta la portò, però, in breve alla chiusura e noi si rimase in mutande. C'eravamo abituati. Anni prima ci avevano già buttato fuori dall'università, figurarsi se potevamo reggere in questa realtà "alanfordiana".
A tutto  questo devo aggiungere una nota che chiarisce cosa mi spinga a collegare la odierna vicenda Marrazzo alle nostre "fiabe" on line.  Considerato che il nostro preside, ottuagenario nobiluomo, dedito all'arte della scherma, intendeva risolvere la questione sfidando a duello Piero tra le aiuole di Viale Mazzini, lussureggianti di siringhe e di merde di cane, il proprietario della scuola, con reiterate pressioni, ci chiese di contattare la redazione del programma che,  intanto, aveva invitato lui e il conte-preside a partecipare allo show anticipando loro le linee portanti della contesa. Lo fece Dino  due giorni prima della trasmissione. Telefonò a Marrazzo  palesandogli i suoi dubbi sulla versione fornita dagli studenti. Ricordo che Dino disse:" a nome anche dei colleghi addetti all' insegnamento posso assicurare di non aver mai visto  a lezione i ragazzi che reclamano contro la scuola, non vorrei fosse una montatura che come unica conseguenza avrà quella di togliere il pane di bocca tre o quattro insegnanti". Lapidario il Piero rispose: "allora venga lei. Venga a nome dei colleghi ed esponga le sue ragioni anche se  è appena il caso di ricordarle che un insegnante, proprio per il suo ruolo e la sua missione dovrebbe essere più avveduto nello scegliere i partners con i quali  e le sedi nelle quali, esercitare la propria professione". Dino riattaccò e mi fece  "Cazzo che Catoncino luilì,  dé celanno infilato a forza, r' su babbo e r' partito,  ala Rai e ora e si mette a sindacare su come  ci si guadagna un pezzo di pane io e te..." . Ero d'accordo con Dino e pensai che  quel modo di sentenziare derivasse da una forma di cattocomunismo che mi faceva cacare, fin da allora. Nessuno andò alla trasmissione,  neppure   il proprietario. Nessuno voleva salire su un ring dove vieni massacrato da un avversario che gode del vantaggio di esser giudice e arbitro. Per di più non ero coinvolto direttamente  nella questione e non me la sentivo di giurare sulla trasparenza dell' operato della proprietà.  Il conte uscì per una settimana  con un fioretto arrugginito che sguainava repentinamente producendosi in plateali affondi contro il tronco dei lécci di viale Mazzini.  Per fortuna ebbe l'avventura di imbattersi  in una pattuglia della  P.S. che lo portò in commissariatò.
Quando il conte salutò come suo uso dicendo "Viva il Re" il commissario lo prese per uno di destra, anziano e nostalgico e quando gli fu chiaro che  voleva dare una lezione a un "comunista insolente", che lo aveva offeso, gli offrì un caffé della macchinetta e lo fece riaccompagnare a casa con la volante ,insieme al fioretto arrugginito. Io e il Ciampi seppellimmo questa storia insieme a tante altre che ci sono scivolate addosso. Quelle parole sulle nostre scelte, però, le digerimmo con difficoltà e come tutta la gente di mare abbiamo continuato a star seduti sulla spiaggia osservando quello che i fiumi portano nella immensa conca.
Messaggio aperto a Piero Marrazzo:
Esimio Dottore, sono passati tant'anni e io moio sempre di fame,  ma in questa miseria, quando ce la faccio, m'accoppio co' la mi donna e mi faccio diversi fiaschi vino, roba da normalissimi  comunissimi òmini,...anzi da omìni, perché la miseria fa rattrappire.
Come, illo tempore, ci suggerì  Lei, dottore, sto parecchio attento a scegliere i miei partners ,sia quelli di lavoro che quelli per bocca (il vino) e per di sotto (Holly).
 Mi dispiace  sinceramente per quanto sta passando, le cadute dalla sedia son tanto più dolorose quanto più è alto lo scranno su cui sediamo. Mi spiace soprattutto, dottore, che le sensate parole usate da Lei nei confronti degli altri, incluso lo scrivente, non abbiano trovato riscontro e applicazione  nella sua privatissima sfera del  "personale".
L'avrebbero salvaguardata dai guai odierni e il PD non si sarebbe trovato  in questa rogna alla vigilia delle primarie.
Le auguro di uscire da questa vicenda come si dice noi a Livorno:
A testa alta e colle mele strette
ma basterebbe la "sola testa alta" .
Tanti si sono espressi per difendere il diritto alla privacy e ancora di più (io tra questi) per plaudire alla sua autosospensione.
In margine alla umana comprensione che ho per la sua attuale sofferenza  mi permetto,però, una riflessione  : 
non voglio tenere in considerazione  quanto scrive la stampa,  e depreco vivamente  il ricatto dei 4 malfattori che hanno cercato di incastrarLa.
Riprendo pertanto  solo le sue parole nella sua ultima pubblica dichiarazione con la quale annunciava di autospendersi.

Lei  ha parlato di una sua "debolezza che attiene alla sfera del privato".

La roba bianca sul tavolino, magari ce l'hanno messa i quattro della banda bassotti che sono già stati incriminati.
Se  invece era roba sua, la difesa morale è  un po' più complessa ma mi sento comprensivo anche su questo. Ha predecessori di tutto rispetto ,ad esempio Lapo il  giovine mètreappensé di casa Agnelli o il portavoce di Prodi che con una stoia simile ci fece una discreta figura di merda.
Non credo si debba considerare una debolezza frequentare un trans o un gay ,se si tratta di un amico, di un conoscente o di una persona verso la quale si nutre un sentimento. Ciò significherebbe stimar dappoco l' altro o addirittura considerare la diversità una fonte di vizio al quale attinge un debole.
Se la frequentazione  invece è mercenaria.....
allora ho difficoltà ad essere comprensivo: Se trans, travestiti, viados,  rientrano nelle categorie  alle quali, da qualche tempo, alcuni esponenti di spicco della nostra povera politica rivolgono le proprie attenzioni facendone oggetto delle proprie privatissime frequentazioni, auspico che tali derelitti (i trans e altri menzionati),  afferiscano   alla sfera del privato dei nostri politici, come soggetti da aiutare nell' affrancamento dalla schiavitù della prostituzione e della droga  e non come carne da macello oggetti di bieche, ambigue, ipocrite concupiscenze esaltate in qualche periferico trivio di Roma e appagate in situazioni  maleolenti che saranno sì private ma non si addicono ai  "bravi ragazzi" e tanto meno ai "Catoni".
Potessi riscrivere la fiaba, caro dottore, mi creda sarei misericordioso e la farei morire da eroe accanto alla vasca di piazzale Mazzini, trafitto dal fioretto rugginoso del vecchio conte .

Dante



postato da: esserinoebalena alle ore 14:13 | link | commenti (13)
categorie:
venerdì, 16 ottobre 2009

fatevi i gatti vostri n.321 "la lombra che caminava"

nutritional healingfrnteEra io si esa lonbra che caminava sendo rivato in grassia di cuesta maleditisima limentassione controlata al ridiculisimo peso di nove chiligrami e serino che mi facie pena anca eso sei e mezo. La congiurasione aveva partita dala mama e la dotoresa mia che sendo che mi avano pesato e trovato di guasi undici chilamenti hano penzato che io scopiava o di quore o di ereni. la mama si ava svenata pe conpraremi le buste che magriscano e i crocantini che costavino un botto e no avano saporassione es ostansa di nente. adeso sono belisimo come senpre avo istato e riescio a fare i salti come serino e corisciere insù pele scale ma no riescio a trovare un senzo a cuesta esistensia che pe nascita io aveo stato deicato al cibo e ala maniassione sendo cuesto il ragione delmia nominassione BALENA che era un nimaledorsi più groso che no ciera più groso di esa in del niverso teracueo.

In effetti è dura, perchè io non avrei bisogno di un regime duro quanto il suo ma se ci danno da mangiare in stanze separate, Balena diventa una furia, graffia tutto e piscia dovunque. Così ci viene data la stessa razione in due piatti vicini e io devo affrettarmi a finire la mia parte altrimenti Balena si getta anche sul mio piatto e la mamma dice che non sto attento. Il cibo è poco e non ha sapore, l'unico vantaggio è che  Balena sembra tornato abbastanza agile e gioca di più con me. Poi quando pensa di non avere abbastnza calorie per mantenere il suo strato di adipe sotto la pelliccia si mette a dormire per ore e ore, immbile come se fosse in letargo.beato
La mia dieta sarebbe quasi finita, devo infatti arrivare a sei chili e poi potrò riprendere una alimentazione controllata come quantità ma con tutta la varietà dei cibi che mangiavo prima. Balena deve raggiungere otto chili ma la dottoressa dice che, data la sua mole, ci si potrebbe contentare anche di otto e mezzo. Il problema per lui sarà il mantenimento.

E' arrivato un gran freddo a Venezia, la mamma fa qualche lavoretto legato al mondo della pesca, ma per conto terzi e babbo  Dante ha iniziato a costruire coltellini artigianali da vendere sotto natale quando inizieranno i mercatini caratteristici. La casa è freddissima perché il riscaldamento non funziona e la stufa a pallets non si può accendere dato che il signore che ce le regalava in cambio dell'affilatura delle lame industriali ha messo gli operai in cassa integrazione e si è trasferito a Santo Domingo, perché, come ha detto lui lo scudo fiscale non gli interessa e dato che ha tutti i beni all'estero se ne sta all'estero anche lui.

Il letttone di mamma è sempre il nostro posto preferito e io ho imparato a fare lo shiatsu con le zampe. Salgo sulla pancia di mamma e impasto e a Babbo Dante impasto la schiena. Poi la mamma mi infila sotto le coperte soprasottoe io riscaldo tutti. Balena non ama stare sotto e si sdraia sopra il letto ma se trova le coperte un po' in disordine si scava una cuccia anche luibalcoper e si addormenta ronfando e sognando la scatola del tonno con sorcio.consorcio
postato da: esserinoebalena alle ore 18:49 | link | commenti (14)
categorie:
martedì, 13 ottobre 2009

fatevi i gatti vostri n.320 "intermezzo nel bungalow"

In attesa che i nipoti ripiglino a dare voce ai due meravigliosi esseri che occupano il nostro letto, cerco di intrattnervi un po' io (Dante). Dato che ho finito le scarpe a forza di andare in giro ma il lavoro si nasconde così bene ma così bene che non ne vedo ombra, scrivo qualcosa per riprendere fiato. Non rompano col dire: "se uno ha voglia il lavoro c'è e avanza". Chiaro che  dannandosi l'anima e conquistando il diavolo a forza di moccoli (da noi = bestemmie) qualcosina scappa fuori, "ma è vivere" michiedo "correre per rimediare trenta o quaranta euri un giorno sì e un giorno no? E' vivere dover dire sono italiano per soffiare a un sengalese il lavoro da sogno di  una mattinata a scaricare cassette?" A me il lavoro non m' ha mai fatto paura, anzi mi ci diverto ma elemosinare il privilegio di spaccarsi la schiena mi rompe dimolto ma dimolto le palle. "Et de hoc satis" ( diciamolo in latino tanto per far piacere al Prof. Martinelli che mi pare abbia introdotto lui in questo blogghe il latinismo per dire "su questo s'è detto anche troppo") e poi non si sa mai, mi viene in mente proprio ora colle reminiscenze dei "latinorum"...se qualcheduno tra li studenti avesse bisogno di una ripetizione di latino o di greco o d' inglese, o di spagnolo anche di matematica  o se uno si fosse incasinato colla tesi e non gli riescisse di venirne a capo. Mica gli ci scrivo "riescisse" e "latinorum" e " ame mi" eh ....!State tranquilli, l' ho letto da bimbo "come si fa una tesi di laurea" la prima versione, vella che aveva  scritto Don Luigi per conto di  Umberto E. che  in cambio ni fece conoscere una maestrina di Alessandria. La "maestrina dalla penna rotta" la chiamava lui rifacendosi al De Amicis. Una che, a vedella, era tutta perbenino ma che quando si trovava cor  un prete ni sortiva fori una libidine mostruosa e perversa, perdeva letteralmente r'capo  e ni diceva: "portami in chiesa brutto porco schifoso, sdraiami su na panca gocciolami la cera dele candele addosso, ifilami l'undie nela groppa, fammi male" e 'nzomma 'n repertorio che ci sarebbe sortita anche 'na videocassetta da facci stiantà d'invidia Riccardo Schicchi e tutta la su scuderia se Don Luigi non avesse avuto un certo senso del limite e un certo rispetto per l'abito talare. 

Holly mi richiama all'ordine, dice che splinder lo aprano anche i bimbi- Boia dé l'apriranno i bimbi??? Aprano le zampe a tredicianni, sniffano a dodici, si danno le coltellate a undici ni serviranno propio le mi storielle pe sviassi a loro lì!

Comunque cambiamo discorso sennò si letica.


Allora....Renatona e quarchedun'artra m'avevano chiesto le parole der "bungalow" della Toromeccanica Band.
L'ho trascritte io perché come testo o Lyric non m'era riescito di trovalle: la dedico a Dino sperando che glielo soni bene quell'organo anzi quel pianoforte nel bungalow dela sfisserotta.

Oggi il pensiero dominante è questo, dev'essere l'età che avanza( Holly n.d.r.)

a prescindere che
mi sono fatto di te
per più di un anno
e col fatto
che mi rifarò
oggi non voglio di più
ma tu volevi di più
chi troppo vuole
lo sai che nulla stringe
a prescindere che
un motivetto così
mi fa perdere
stima e puuunti
volevo andare su a rimini
siamo rimasti a gallipoli
io te la suono nel bungalooow
la mia canzone con l'organooo
lo so che sono retrogradoo
ciò pure un filo di brizzoloo
io te la suono con l'organo
la mia canzone nel bungalow
lo so che sono un po' brizzolo
e anche un filo retrogrado
a prescindere che
non conta il posto perché
quello che conta
è chi parte e chi viene
il mondo è tondo lo so
magari ti troverò
colla silvana
alla plaia in bikini ai falò
a prescindere che
un motivetto così
mi fa perdere credibilità
volevo andare su a Rimiini
o quanto meno aghli Alimini
io te la suono nel bungalow
la mia canzone con l'organo
lo so che sono un retrogrado
ciò pure un filo di brizzolo
io te la suono con l'organo
la mia canzone nel bungalow
lo so che sono un po' brizzolo
e anche un filo retrogrado
se prendi il lato mate
riale di tutte le cose
ti accorgi a un certo
punto anche per questo vanno prese
amore tanto caro sei costato
e adesso non ho niente
solo un motivetto scialbo e quasi semi
se deficiente
se ti parlo per un pezzo
non puoi dire che ho gia perso
se mi prendi per culo
per un po'
non è la valle degli orti
dove puoi scegliere i piselli migliori
io te la suono nel bungalow
la mia canzone con l'organo
lo so che sono un retrogrado
ciò pure un filo di brizzolo
io te la suono con l'organo
la mia canzone nel bungalow
lo so che sono un po' brizzolo
e anche un filo retrogrado


postato da: esserinoebalena alle ore 19:10 | link | commenti (8)
categorie:
sabato, 10 ottobre 2009

fatevi i gatti vostri n. 319 "Quasi una fiaba: un livornese alla corte di RE Franco (svizzero)"

E' partito davvero! Un ciavrei mai creduto che il vecchio Ciampi (ovviamente Dino, Azelio è un ragazzetto in confronto) trovasse la forza di movessi pe' 'na missione all'estero. Che sia stata la lunga astinenza o un rigurgito di virilità aspramente provocato dai nostri lazzi al bar Nado? Che sia stato un rigurgito di compassione per le disperate condizioni finanziarie dello scrivente? Se'ondo me è stato un rigurgito di pònce che, coll'afrore che produce in gola, ni ha schiarito r'cervello. Insomma stamattina mi telefona Zanzara e mi dice che è partito. Tutto il tempo trascorso da quando gli propossi il vil mercato: du colpi ala svizzera pe 'n pianoforte (vedi blog precedente), sono stati spesi dall' accolita di perdigiorno, che affolla il Bar Nado, a pensare alla telefonata che le si doveva fare. Nella restituzione telefonica di Zanzara pare che la cosa sia andata così: il numero l'ha fatto il Tafano che ci vede senza occhiali e sa un po' di tedesco. Tanto perché si presumeva che Christine rispondesse in tedesco o quantomeno in svizzerducce, ome dice Dino. Ottenuta la comunicazione con la mitica manager, il Tafanino, che aveva dovuto interloquire con tre segretari, s'è accasciato sulla sedia mormorando: "dè ni mancherà propio Dino a leilì ! E si sentiva puzzo di testosterone anche pe telefano si sentiva...e ha passato la cornetta a Don Luigi che ha esordito: "Carissima figliola, questa infame terra di peccatori lamenta l' oblio al quale i tuoi tanti impegni l'hanno relegata. O quella bella stangona dela tu mamma ome sta? O r' tu babbo è sempre dietro a mpilà vaini?"
Don Luigi   la conosce da quando era ragazzotta e veniva d'estate al Forte de Marmi e al barre malignano che ni sarebbe piaciuto conosce anche la su mamma.  Concedetemi una digressione di carattere storico, come ho già detto altre volte io e Dino siamo cresciuti come fratelli avendo ricevuto tutti e due il latte dela mi mamma perché la sua stava male e dopo poco morì. Il su babbo dopo un po' si risposò con una bravissima donna ma talmente bécera che Dino non la reggeva e passava le giornate e a volte anche le notti a casa nostra. Quando si incominciò a capire che cole donne ci si poteva fà anche quarcosaltro oltre a toccagli r'culo e a scherzacci a parole, noi due si svlupparono strategie totalmente opposte, io tenevo banco, caminavo sule mani, le invitavo a fa' le sfide di noto pe strappanni r' costume, aggeggiavo tutto r'giorno la vespa pe avella pronta pella sera. Dino non faceva un cazzo, lungo, magro, sempre 'ola camicia a maniche lunghe anche d'estate, l'occhiali tondi e i capelli lunghi stava in disparte a sonicchiare la chitarra cor un aria guasi schifata. Ala fine c'era sempre varcuna che ni s'avvicinava. S'è sempre lasciato scegliere luilì, ma le donne non gli sono mancate. Christine l'incontrò al Forte dei Marmi, dove s'era andati a ballare in vespa. Io avevo rimediato una di Savona 'osì truccata  che pe lavammi il fondotinta dala camicia e il rossetto dale mutande la mi povera mamma bestemmiò na settimana e seguitava: "e m'è toccato rifanni l'acquetta ale tu robe, boia Dantino o che tegame avei trovato, te finisci male bimbo, da' retta ala tu mamma, a te se un so' troie un ti garbano....!"
Dino, invece, quella sera si sbilanciò, attraversò mezza sala, s'accostò a questa biondina tutta gambe e occhiali e tirando fori una galuase di velle 'ola carta gialla ni disse sottovoce: "la voi na sigaretta?" Lei fece quasi risentita: "crazzie ma io no amo di fumare. " "allora nemmeno io" fece r'Ciampi e rimesse r'pacchetto n'tasca. Io,  a vedé com'era mbarazzato, prencipiai a ride e risi tanto che contagiai anche  lei. Difatti ni prese r' convurso e rise tanto finché ni venne na tosse tremenda e un respirava più. Io ni portai un bicchier d'acqua e  Dino prese a  pigialli cor una mano tra le poppe per falla riprendere. A falla breve,  prestai la vespa a Dino che parti con Christine abbracciata di dietro e io rimasi sula spiaggia al Forte dei marmi cola mi tipa tutta truccata come una maschera del carnevale. Christine continuò a venire d' estate, per brevi periodi e preferì la scogliera di Livorno alle insipide sabbie del Forte per diversi anni, finché quarcuno dei due un si ruppe le palle. Imparò l'italiano abbastanza bene e Don Luigi le fece da mèntore. E così s'è spiegato come il nostro prete la conoscesse e avesse tanta confidenza con lei nella telefonata. Ovviamente ha inventato una scusa "pro bono Dini" e ha detto che doveva andare a consegnare dei documenti a un prelato di Zurigo per organizzare il matrimonio di una signora russa che vive in svizzera, e dovrebbe venire a maritarsi  cor un  anziano signore di Pontedera . Insomma, mi dice Zanzarina, sembrava raccontasse una telenovela.
In chiusura, dato che tutta la strategia mirava a conseguire un obiettivo specifico, che prima o poi doveva essere conseguito, il malefico prete ni fa: "mi sono permesso di sottrarti a ben più importanti impegni bimba mia, perché ho bisogno di un favore che posso chiedere soltanto a Te, non ho la possibilità di venire fino a Zurigo e ho chiesto a Dino.....te lo ricordi vero Dino?....lo sai che.... quando ti si rammenta... gli viene la tosse e si sbriga a ordinare un ponce? Insomma ho chiesto a Dino se mi ci veniva lui ma gli dovrei trovare un posto dove sistemarlo, un alberghino decoroso ma che rientri nele disponibilità di un povero prete in pensione. Se te Christine, che ciai tante segretarie, se avessi la possibilità di mandarne una a fissargli una cameretta in una pensione e poi telefonarmi le indicazioni avresti una di quelle benedizioni che se ha voglia di fa' quarche peccato ti si sconta già da ora, tanto io col Capo lassù ci ho un conto aperto."

Pare che Christine abbia detto che lo poteva ospitare lei ma Don Luigi conosce le donne e ha replicato:" per l'amor di Dio bimba, timido e storto com'è...ma se mi ci dai un occhio mi faresti un piacere personale, sai... in quest'ultimi tempi è giù di corda e beve parecchio ma occhio eh! Io un t'ho detto nulla eh, per l'amor d' Iddio."

Immagino come andrà a finire, Christine sarà all' aeroporto (ha fatto fare lei il biglietto con qualche diavoleria "ticchetelesse più passe") con la sua mercedes sportiva, tutta bianca coi sedili di pelle bianca, che pare più pe' 'na sposa che pe' 'na toppe manage e preleverà Dino, che è partito coll' eskimo in braccio perché faceva caldo, il maglione di lana perché... un si sa mai, una borsa da prete nera con dei fogli che ci ha messo Don Luigi tanto per fare scena. La chitarra non l'ha portata ma ha portato da leggere Oblomov di Gonciarov, robina leggera dé.

Dante


postato da: esserinoebalena alle ore 09:35 | link | commenti (12)
categorie:
martedì, 06 ottobre 2009

fatevi i gatti vostri 318 "sogni & bisogni"

S'era restati al progetto di autofinanziamento che è andato alle ortiche grazie al fatto che non ho trovato la carta di credito e alla fine l'ho anche dovuta bloccare. "Se l'ho persa- pensavo- e la trova Silvio.... magari ci compra la collana a qualche budello che s'è fatta toccà r' culo e quando arriva r' conto da me ci trovano sei euri 'ome mio sardo attivo".

Ieri sono andato a Roma da quel tale che ogni tanto ci comprava i jingles a Dino e a me, ma dato che Dino sta sempre male e gli vengono in mente solo musiche funebri da tempo ormai l'omino ci compra un cavolo.

Da me  solo non ci riesco perché mi arrangio colle parole e la metrica, suonicchio, ma a orecchio, mentre Dino ha fatto anche un bel pezzo di conservatorio e sa scrivere le note, le lega bene trova le tonalità ,insomma è un mezzo musicista. Mezzo non per sminuirne le capacità ma  perché, come in tutte le cose lui non finisce niente o se le finisce non le sfrutta. Come faccio anch'io ma con un nichilismo totale che farebbe cascare le palle al Mosè di Michelangelo nonostante le tenga posate sulla sedia e strette tra le gambe.

Ieri l'altro gli ho portato un bottiglione di vino. Dello stesso vitigno base del Sassicaia, mica merda! S'è bevuto nsieme e ni fo:" Ti garba? "

e lui: 'osa?

r' culo dela Germini mbecille ti garba vello lì?

e lui: non lo so non glil'ho mai visto ma mi infastidisce quando parla e poi è ignorante come una capra.

r' vinooooooooooooooooo Dinooooooooooooooooooo ti garba 'sto vino  onnòòòòòòòòòòòò

e lui: boia dé Dantino fammelo assaporà, un dai tempo....

va bene ripasso domani

Questi sono i nostri dialoghi. Ma torniamo a Roma, ci sono andato in bici o meglio in treno più bici perchè dovevo anche  andare a comprare una cazzata di unguento a base di aspirina per la spalla di Uliano. Lo trovo solo in una traversa di via Ottaviano, in un negozio dove vendono dagli spaghetti alla crema per schiarire la pelle ai negri. Scendo a San Pietro e giù per la strada verso il Vaticano, scende parecchio e ho dovuto frenare colla scarpa sulla ruota perché la vecchia bici coi freni a bacchetta tiene poco quando aumenta la pendenza.

L'unguento l'ho trovato, l'omino, come mi aveva promesso per telefono mi ha accompagnato in una banca dove lavorano i suoi tre figli anzi due figli e una figlia. Dopo parecchie ciance e un interrogatorio che se me l'avesse fatto uno strozzino sarebbe stato uguale, mi hanno detto che non possono fare niente perché il mio reddito è sotto soglia. Con un tocco di genialità poi mi hanno suggerito di non fare asssolutamente nulla a livello di lavoro ufficiale farmi dare la disoccupazione, lavorare al nero accantonare il sussidio e tra qualche mese avrei i soldi che mi servono. Questi fanno le scarpe a Tremonti! veri mètre appensé.

Mentre tornavo insù, dormicchiando sul regionale, c'era un nigeriano che sberciava al telefonino. Berciano sempre ma luilì era r'massimo. Ala fine ni ho detto.: bada fratello che butti via vaini, se apri r'finestrino ti sentano senza bidogno der'telefano!

Si dov'esse commosso dato che avevo esordito chiamandolo fratello, in livornese accettabile mi fa: te penza ar tegame di tumà

e io giù a ridere da solo.

Dunque mentre tornav o insù, m'è venuta un' idea:

Dino ciaveva una Svizzera che gliela dava.... Quando Dino s'interessava ancora di queste cose banali e terra terra ma parecchio divertenti. Questa svizzera sudava franchi dala pelle e insisteva per regalargli un pianoforte, perché Dino le sue composizioni le fa con la chitarra o leaggeggia con un vibrafono di quelli da bimbi ma il pianoforte lo sona secondo me come Bollani ma  a differenza di lui non si sa vendere per niente. Allora pensavo: "se si fa una colletta al Bar Nado e si mettano una ventina d'euri per uno ,gli ci si compra un biglietto d'andata e ritorno per Zurigo e  un bel mazzo di rose. Lui va cole rose n,mano, senza tanti discorsi sennò la deprime, lei ni sarta addosso siuro. Fanno un po' di gennastica che ni farebbe bene anche a lui, la passione risboccia e r' mi Dinaccio ritorna co soldi pe comprassi r'pianoforte, me li presta ci aggiusto la barca di HollY, si fanno dele belle pescate, si recuperano i soldi, si ridanno a Dino e lui decide se compracci davvero il pianoforte o se rimandalli alla banchiera dicendole una frase di circostanza.

Pensavo mi mandasse in culo, invece m'ha detto: fossi stato meno orgoglioso mi ci mettevo "a pane " co leilì (n.d.r. mi ci mettevo seriamente appiccicato a lei solo alei sempre a lei ) . Gatto Eterno volesse.

Nara gli ha preparato uno zabaione cor uno zabov che avrà quarant'anni. Don Luigi ha fatto occhieggiare una scatolina di Cialis (ancora più forte del Viagra) dalla tasca del gonnellone (il buon prete non si smentisce mai e si dice abbia pelle mani una sposina di una quarantina d'anni).

Insomma si fa squadra per Dino, speriamo un ci ripensi....

Dante

postato da: esserinoebalena alle ore 08:44 | link | commenti (9)
categorie:
venerdì, 02 ottobre 2009

fatevi i gatti vostri n. 317 " Ho perso Virgilio "

No non è un gatto mantovano ho proprio perso la guida per quest'inferno di vita e passo da un casino all'altro mettendoci parecchio del mio nel provocare questa sequela di disavventure. Procediamo con ordine:

intanto chi è che scrive: io ovvio, se ho perso Virgilio sarò Dnte che ne dite? se avevo perso la moglie ero Silvio. 

dove?: in treno, non sisbaglia, in bici, in barca o in treno. Qualche volta a piedi.

con che? : col portatile nuovo fiammante di Bobby che me lo guardano tutti da quant'è bello e tecnologico e pensano di certo che l'abbia rubato dato che sull'eurostar sono l'unico colle ciabatte da mare raccomodate collo spago, una maglietta fina sbracciata con una patacca di unto proprio due diti sopra il bellico e i pantaloncini corti. Completa la mise un berrettino che era bello ma l'ho toccato cole mani piene di grasso e ora non stona col resto anzi lo esalta. Il biglietto del treno me l'ha gentilmente offerto la mamma di bobby che non ha una lira nemmeno lei come la sua sorella ma in compenso aveva sposato un ingegnere che oltre ad averle lasciato a casa Bobby e Dani ni passa anche varcosa a livello di vaini.

perché visto che s'era appena arrivati a Venezia e ciaveva riportati insù detta sorella di Holly che era venuta a ripigliassi  (recuperare un po' di energia) un attimo sulla costa toscana?: perché da qualche tempo ho perso il capo, ne combino di tutti i colori e non riesco più a coordinare le azioni quotidiane e nemmeno i pensieri.

Insomma devo ritornare a casa perchè mi sono dimenticato una carta di credito che rappresenta l'ultima chance per prendere due centesimi a credito per fare due o tre lavori alla barca di Holly, perché in due senza lavorare si stianta in una settimana.

Sapevo che era una risorsa vitale, un ancora di salvezza per  farsi anticipare un migliaio d'euri pagandoci il quattropercento al mese e fare l'acrobazie a pesca di vongole sperando di rimetterceli il mese dopo. Ovviamente se non riesci a fare almeno duemila euri di pescato moi di fame ma anche con un brecchiven (come dicano gli economisti) di millettre, rendi il debito e almeno hai la barca in ordine per il mese dopo.

Così sta maledetta carta, per paura di perdela l'avevo nascosta e ora non mi ricordo dove. Ne avrò avuto di tempo per cercalla? Invece no! Convinto d'avella nel portafoglio sono partitio per Venezia senza neppure guardacci e ora ritorno giù come un'idiota a vedere se la trovo. A casa ho duemila e quattrocento libri, videocassette, cd audiocassette, la devo avere infilata da qualche parte e la devo trovare prima di domattina all'alba altrimenti va tutto a rotoli.

Così lo stress la salute e tanti altri guai invece di rovinarmi il fisico mi hanno cotto la testa e a volte mi ritrovo che ragiono da solo anche senza vino oppure che passo due o tre ore a guardare il vòto.

Nel frattempo sono arrivato a Firenze e ho chiappato al volo il regionale per Livorno, arrivo dieci all'undici.

"Pontedera" dice l'altoparlante, ci si avvicina al Tirreno, speriamo il salmastro mi faccia da tonico.

Chiudo con una scusa e un ringraziamento

mi scuso tanto con Redcats perché nonostante avessero prolungato la possibilità di votare la sua meravigliosa striscia non ci s'è fatta nemmeno la seconda volta. Questo di Bobby sì ch'è un pc! Ma quell'alri che ci s'hanno...non girano s'imballano. Provi ad aprire i pvt e si blocca il compiute, roba da spaccalli a cazzotti. Insomma Raspo e Maria Grazia (mi pare) perdonateci!

Grazie invece anche parecchie volte scusa lo devo dire al mio coevo Capehorn che il 16 settembre ci ha omaggiato di un premio che ci onora e ci commuove. Avendo una ferrari sotto l'undie sono andato a vedere cos'era e ovviamente il mitico CapeHorn, in uno dei suoi tanti deliziosi pezzi dalla prosa accattivante e graffiante, non lo dice espressamente che sia il premio Dardos che fa bella mostra di sé nella colonnina sinistra del suo template ? probabile! Fosse anche un bicchiere di vino è sempre una gioia sapere che qualcuno ci segue e ci stima. Grazie! lascio a Dani le incombenze del tresferimento con nomine perché non sono capace, sputtanerei tutto il blog a metterci le mani io.

Siamo quasi a Pisa. tra un po' inizia la delirante ricerca.

Che il Grosso Gatto lassù mi assista, se ho fatto un viaggio a vuoto è meglio che mi faccia ricoverare.

Dante

postato da: esserinoebalena alle ore 10:24 | link | commenti (6)
categorie:
mercoledì, 30 settembre 2009

fatevi i gatti vostri n. 316 "trenta dì conta settembre"

contisci contisci povero gato inbecile che cuando averai finisciuto cuesto mesucio picolo di setenbre ariverano trenta e uno giornassioni di otobre col fredo e la fama.

Stando all'alta considerazione che hai di te, un overdose di fame dovrebbe farti superare anche l'effetto freddo, ammesso che questo ottobre lo sia. A me pare tanto che si vada verso una di quelle famose "ottobrate".

Alora no solo era insciemo il gato sendo che me che era il fratelo magiore di eso di senpre lo aveva savuto ma anca eso no incontrava giovassione del lintervento lumando sendo che bobi si aveva bevuto anca eso il cervielo tra le sanpe di una cierta albione inglesa CUANDO IO DICIEVA FAMA INTENDEVA FAMA DI ISTOMAGO CRANPI IN DELE BUDELA riescivi a capisciere?

Ok Ok Rotolo, cercavo di non pensarci ma debbo confessare ai nostri lettori che pur innocente son condannato alla tua stessa pena: la Dieta!
Sul tavolo troneggia un sacco della Royal Canin con su scritto obesity management e una seire di orride bustine dalla minacciosa etichetta satiety. satiety Il tutto grazie alla tua ingordigia che dopo averti fatto toccare gli undici chili ha allarmato la mamma. obesityPovera mamma Holly che per un chilo e mezzo di crocchette e 12 buste di umido ha speso trenta euri.

Ci averebero potuti entrare trenta scatolete da cientosesanta grami di tono al naturale di marca fugiente e al meno una ventina di cuele con sorcio in di dentro.

Va bè Balenuccio una seconda metà di settembre da dimenticare. Bobby ha scoperto che l'inglesina demivierge, come lui l'aveva definità manteneva una relazione con un attempato signore al confronto del quale zio dante sembra Del Piero dopo che ha bevuto l'acqua di Andreotti che non è quella del plin plin ma quell'altra o forse tutte e due.
Dani ha subito una perdita terribile
ricordate la famosa Ka rosso bordeaux che Dante aveva riportato in vita con tanto impegno e olio di gomiti?
Bruciata due sere fa proprio in mano dello stesso Dante. ka bruciataAl ritorno dal mare Danio gli aveva detto che la batteria era scarica e lui l'aveva subito rimessa in moto. Mentre girava in terraferma per farla riprendere un po', forse un ritorno di fiamma forse una permanenza di sfiga (di quella che da noi si vende a quintali) ha innescato l'incendio
ka ante 2 neppure i pompieri che sono arrivati rapidissimamente hanno potuto far nulla. L'incendio è stato spento prima che potesse attaccare le bombole ma della macchina resta una carcassa contorta.
Ha avuto un bel dire la Dani che era meglio così, che nessuno era stato coinvolto e che il fatto che ci fosse stato Dante era stato un miracolo perché se ci fosse stata lei a bordo, magari con noi nei trasportini, chissa che tragedia ne sarebbe scaturita; Dante si è chiuso in un mutismo che congloba tutti i suoi casini: la mancanza del lavoro, la poca salute di mamma, la vecchiaia che incombe su Uliano, la depressione di Dino. Esce presto la mattina in cerca di qualcosa da fare, ma qui è dura. Si ha un bel dire che chi ha voglia di lavorare lavora, a cinquantacinque anni suonati  tutti sono terribili competitors nella lotta per quelle due lire maledette. Forse l'avvicinarsi del Natale e dei mercatini gli potrebbe procurare qualche entrata con la bancarella dell'arrotino ma per ora: zero.
Neppure la mamma sta lavorando e io ho pensato di mangiare poco, visto che quelle bustine dietetiche  mi fanno schifo.
Mi pare che anche  Balena sia dello stesso avviso.
Avrei pensato ad un numero da circo con le nostre esibizioni, io so contare, miagolare le poesie, aprire le porte, nuotare e fare il salto nel cerchio di fuoco. Balena è uno spettacolo di per sé e, anche lui sa nuotare e in più miagola con una intoinazione stupenda andando a tempo con l'armonica.
Se Dante rinunciasse un po' a quella maledetta dignità potremmo allestire un carrettino di girovaghi.....

Esserino e BALENA

postato da: esserinoebalena alle ore 18:56 | link | commenti (10)
categorie: