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C'è sempre un gatto che ci guarda mentre aspettiamo. C'è sempre un gatto che ci parla e ci spiega il senso della vita e della morte. Magari in silenzio, ma c'è sempre....
LIBERASIONATORIA: cuesto bloghe. in dei senzi dele legi dela ditoria e dele antre legi sula informasione. no costituiscie niente che fava violassione ala legie del Gato Eterno pe il resto la diretricie sponsabile nela foticina cuì soto, risalassia la dichiarassione gienstuale

--PER CHI VUOL SAPERNE DI PIU'-- Il blog fatevi i gatti vostri nasce per iniziativa di Esserino Gatto, perennemente seduto sul pc di zia, con l’aiuto del nipotino di mamma umana Bobby, vero adoratore di questo gattino col quale si identifica e al quale attribuisce doti intellettive e culturali straordinarie per un micio. L’ interpretazione dei pensieri ed umori di Balena è opera della giovanissima ma non meno pazza sorella Dani che, quando il fratello ha troppo da fare, lo sostituisce nell’ausilio a Esserino. Nella lettura globale “blogale” è facile incontrare: incongruenze, contraddizioni, differenti versioni di un fatto. Derivano dall’ essere questo blog un luogo virtuale in cui si avvicendano più autori, differenti teste, differenti stili e soprattutto conoscenza dei fatti di seconda mano, avvenuta per lo più attraverso le veglie di Dante, amante del racconto orale ma poco dello scritto. DANTE, il babbo umano, i gatti se li è trovati in casa, partoriti da una gatta libera Agata che li ha concepiti (forse) con Benito (così detto per le pose autoritarie e per la nevrotica ,ricorrente affermazione della propria maschia e latina virilità). Della cucciolata, il grosso Balena e lo smilzo Esserino, in simbiosi fin dalla nascita sono stati trasferiti a casa di mamma Holly, quasi sempre detta la mamma umana, quale pegno di amore da parte di Dante.Gli altri sono stati sistemati tutti presso amici A giugno 2007 Agata è scomparsa nel nulla. ITO (così familiarmente detto) continua a fare il gatto guardiano a casa del babbo, in quella fascia di alta maremma cara a Fattori e ai Macchiaioli. Dante carattere irrequieto, spirito libertario sempre in contrasto con tutto ciò che è ordine e potere, vive facendo il pescatore tra Livorno e Piombino e l’arrotino in giro per l'Italia. Ha studiato ed ha avuto una brillante carriera ma il carattere insofferente, le prese di posizione radicali, diverse peripezie giudiziarie lo hanno portato dai convegni universitari al fiasco del vino. Di sé non parla molto, beve (troppo) suona l’armonica, improvvisa versi, ama i gatti e la mamma. Quando non pesca sul Tirreno,vive in una sorta di pendolarismo tra la sua bicocca sul mare, la casa del nonno a Livorno, dove è nato e incontra tutti i suoi amici, e Venezia dove vive la mamma. Per singolare coincidenza anche la mamma vive di pesca. Mentre Dante è un omaccione robusto e talvolta sovrappeso Holly è esile e raffinata. Avendo ereditato una barca per la pesca (sarebbe meglio dire la raccolta) delle vongole,ha scelto questa attività come alternativa agli impieghi precari che svolgeva da tempo. La pesca in laguna, un tempo fruttuosa, al momento è fortemente ridimensionata a causa dell’inquinamento e gli incassi un tempo buoni stanno andando piuttosto male. Adora i suoi gatti ed è perennemente in attesa dell’arrivo di Dante. Appena può va lei a trovarlo e si prende cura del babbo gatto ito che a causa delle lotte con gli altri maschi ha perennemente bisogni di medicazioni. Ruotano intorno alla famiglia e intervengono occasionalmente nel Blog: NONNO ULIANO e DON LUIGI (sacerdote in pensione): ultra ottuagenari, sono stati partigiani insieme quando erano poco più che ragazzi. Sopravvivono con dignità e fatica aiutandosi e bisticciando di continuo come Peppone e don Camillo, le loro fonti di angoscia sono rispettivamente la scomparsa dei comunisti e i discorsi del papa. DINO il lavacani: compagno di infanzia di Dante (rimasto orfano di mamma dalla nascita ha avuto il latte da nonna Argia, scomparsa anche lei una decina d’anni fa) hanno studiato insieme ma anche Dino non ce l’ha fatta a digerire il sistema e ha preferito la toilette per animali alla cattedra universitaria. Continua a laurearsi in discipline disparate che spaziano dalla filosofia alla biologia marina. Di fede marxista leninista sono famosi i suoi scontri con Dante anarchico libertario. Al momento sembra vivere una fase emozionale peggiore.Recentemente la mamma ha avuto in dono dal fratello un portatile seminuovo, così il vecchio macinino su cui furono scritti i primi post è passato come dotazione del Bar, consentendo al gruppo di Livorno di interagire in tempo quasi-reale. AMPELIO: Il circolo degli amici Livornesi si ritrova a un baretto (Bar Nado suocero di Ampelio) gestito da lui che non è un cuor di leone ma è furbo e da NARA: sua moglie (costretta a far quasi tutto lei in casa e al bar) Sono avanti con gli anni e non si sa quanto reggeranno col bar. I FIGLI di Ampelio (che hanno nomi di insetti, tipo ZANZARA, TAFANO, MOSCA, per il loro modo insistente di richiedere attenzione quando erano in età infantile) compaiono ogni tanto. Il Tafano e Zanzara, ambedue giornalisti free-lance, talvolta scribacchiano sul blog per conto proprio o in aiuto del nonno Uliano.Se volete leggere le puntate precedenti trovate l'archivio dopo l'elenco dei premi ricevuti

Il Martinello Crittografico
a E & B e a Dino
ricevuto da passatorcortese


ARTE Y PICO
ricevuto da stefanover


ARTE Y PICO
assegnato a Dante dal prof.G.Martinelli








Sono Holly.
A proposito di lettere aperte, cari amici, permettetemi un piccolo messaggio per il mio adorato Dante, impossibilitato per ora a scrivere, messaggio che invio insieme ad Esserino Balena Dani Bobby e a tutti gli amici di Venezia e Livorno tutti insieme.
Un piccolo pensiero per Dante convalescente.
Con tutto il mio amore e il nostro affetto, guarisci presto.
Tua Holly.
Sicuramente non si sa quale sia il concetto di limite applicabile agli incasinamenti. Uno pensa, ottimisticamente: "abbiamo toccato il fondo, traiamone un vantaggio: non si può che risalire!" invece no perché non si trattava del vero "fondo fondisimo che no ciene erino di pù in fondo", come dice Balena, ma di uno pseudofondo che copriva un baratro.
Dante sta lasciando l'amatissima casa del mare, la vendono e lui non ha neppure i soldi per affittarne un'altra, il nonno Uliano dice che "n'è sortito il su numero" ovviamente dopo esami medici che sono "sortiti" malauguratamente positivi. Così Babbo Dante dovrà andare a vivere col nonno e noi lo vedremo meno e la mamma sarà tanto più nervosa.
La dottoressa ha detto che per Natale potremo avere il panettone della Hill's ma non il tonno.
Insomma ecco perché in questi giorni scriviamo poco.
Due notizione però ci sono!
Murasaki ci ha assegnato un premio stupendo con una menzione che ci ha commossi e il contatore del nostro post ha ormai superato quota 50'000!
Un abbraccio a tutti
scriveremo presto i dettagli su quanto anticipato in questo breve comunicato
Esserino
"La Svizzera la svizzera,
la svizzera la svizzera,
la svizzera la svizzera,
la svizzera...
la gà i danè"
ni cantavano così ieri a Dino Ciampi. Difatti è tornato, bianco come un cencio e più dondolante di prima. Appena varcata la porta del bar Nado gli si son fatti sotto tutti col triplo fuoco di fila delle domande. Dalle più soft alle più indiscrete. E luilì a mandare tutti affanculo tranne la mi'mamma, che sarebbe Nara la barista. Difatti lei n' aveva bell'e messo sotto r' muso un tegamino di zabaione che sembrava polenta, da quant'era sodo e ni faceva con tono ironico: "bada che tegamino Ciampi! E si trovano anche qui senza andà tanto lontano." Ma lui zitto che pareva n'avessero tagliato la lingua.
L'unico ad aver diritto alle sue confidenze è stato Don Luigi che aveva finanziato la trasferta autoriducendosi la quota euri altrimenti destinata alle bevute.
In confessione (si fa per dire) con Don Gigi non si può fare economia e così adesso si sanno almeno tanti particolari della vicenda quanti ne sanno gli italiani del Gradoli Scandàle.
"Ma la carretta o carriola (1) che dir si voglia nien'hai fatta provà onnò?" Pare abbia impietosamente inquisito il labronico Torquemada e Dino scoteva la testa dicendo: "ma 'sa voi abbia fatto Gigi? ve du numeri che ci s'hanno tutti nel repertorio. "
Comunque con me che sono donna e "sempre piccina" come dice la mi mamma, non si sono voluti sbottonare in merito ai particolari hard del téte a téte. Io sarò anche piccina ma di fidanzati n'ho bell'e messi in cassantegrazione diversi e so che quando l'omini i particolari hard non li dicono è perchè sono innamorati altrimenti che abbiano combinato varcosa o nulla il ritornello è il medesimo: Mani sui lombi e sguardo ammiccante se riferiscono delle proprie avventure alle amiche, dovizia di particolari tra omini specie al barre o dal barbiere.
Pare comunque che la sfisserotta, come l'appella Dante, abbia accolto Dino con estrema amichevolezza ma senza sdarsi troppo. L'ha collocato in un buon hotel di Zurigo, in modo che Dino avesse tempo per adempiere alle commissioni delle quali l'aveva incaricato Don Luigi (mera scusa ma lei non lo sapeva vedi in proposito il post n. 319 o prima). La sera l'ha portato a cena in un locale delizioso e dopo aver mantenuto la conversazione su Livorno, l'Italia, la crisi, le sorti di tutti i vecchi amici l'ha riaccompagnato in albergo ed è tornata a casa. Dino poveretto, non ha l'intraprendenza di Don Luigi o di Dantino anzi si potrebbe dire che la sua arte della seduzione sia di tipo zen ovvero:
agire non agendo, eliminare il pensiero fare il vuoto.
E difatti il letto niè rimasto voto per du notti a fila.
Poi s'avvicinava il fine settimana e li svizzeri, si sa, come la maggior parte dei nordici si levano la maschera che hanno portato tutta la settimana e lì giù che ti ritrovi il mega direttore di non so quante banche che fa i numeri al naitte con qualche caraibica nera come la notte insieme a tutta la squadra di lavoratori stagionali che dal lunedì mattina al venerdì si genuflettono al suo passaggio e gli lustrano le scarpe colla lingua. Eccola la democrazia! Mica come qui che i politici o i mega menager vanno a puttane coi soldi nostri. Scherzo ovviamente sulla Svizzera, non ci sono mai stata e questi racconti l'ho sentiti al barre da un rappresentante d'orologi che andava lassù a comprare accessori veri per rolex falsi che rivendeva agli americani di Canderbi, qui vicino a noi. Sull'Italia, invece, non scherzo per niente e mi ci arrabbio parecchio.
Per tornare al Ciampi: il venerdì mattina pare gli abbia telefonato Christine dicendogli che, se non aveva urgenza di rientrare alla base, avrebbe volentieri trascorso il week end con lui sul lago di Locarno. Per l'esattezza trattasi del nostro italianissimo lago Maggiore. Passi l'elevetizzazione toponomastica per il lago di Lugano, di cui la Confederazione possiede una bella fetta, ma del Maggiore ce n'hanno un' undia e lo chiamano lago di Locarno.
Comunque la sfisserotta proprio sulla riva del lago possiede una bella villa rifatta in stile toscano con le tegole comprate all' Impruneta. Ovviamente nel paesaggio subalpino ci sta come il cavolo a merenda ma meglio del condominio a Shangai (popolare area urbana della mia città) dove sto io, dovrebbe essere.
Doveva esserre un week end e invece la mega manager pare abbia dato forfait e sia rimasta lì per un fottìo di tempo. Del resto Dino ha la carburazione lenta e, stando alle prese per i fondelli che gli arrivano da Dantino e da Don Luigi, sotto i suoi assalti pare abbiano chiappato sonno in parecchie. Comunque, per non inimicarmi Dino che l'adoro, userò parole mutuate da De André
".....cavaliere lui era assai valente ed anche in quel frangente d'onor si ricoprì......" (2)
Poi la festa è finita, il dovere ha levato alto il suo richiamo e la sfisserotta che si occupa di intermediazioni finanziarie oltre a portare avanti l'impero creato dal padre, ha dovuto fare ritorno a Zurigo.
E il pianoforte? Direte voi.
E il pianoforte? Ha chiesto Don Luigi per primo e tutto il barre a seguire.
Non ci crederete ma del pianoforte o meglio di accennare allo strumento in modo tale che Christine ricordasse l'antica promessa di regalergliene uno, questo rincoglionito non se n'è neppure ricordato.
Dantino quando l'ha saputo ha tirato le solite venti madonne e poi s'è messo a ridere.
"Pensate mi meravigli? - m' ha detto al telefono, quando l'ho chiamato (dato che Don Luigi non se la sentiva e continuava a dire "maremma troia sbudellata infame e rotta di qui e rotta di là ....be' mi vaini pe' sto bischero")
"Zanza- m'ha detto Dante- "ci sono cresciuto insieme a luilì, lo so com'è fatto, del pianoforte m'importa na sega, l'importante è che un abbia preso nfezioni perché r preservativo lo porta n'capo mica dove serve".
Zanzara
(1) Per i curiosi chiarisco che la posizione della carriola è quella in cui i due kama-performanti si posizionano con la donna in orizzontale che si sostiene sulle mani a terra e l'uomo che si congiunge con lei sorreggendola per le caviglie. Io non ho ancora incontrato partner che riuscissero a fare le due cose insieme ma Riccardo il tafanino, che sarebbe mio fratello, dice che con Maila di Stagno ci riusciva, difatti l'unica volta che ci provarono lei si ruppe il naso e lui finì in urologia con una rottura proprio a metà del suo arnesuccio.
(2) Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers, Dantino mi ci cantava la ninna nanna.
(3) perché ovviamente lui non può bestemmiare.

Era io si esa lonbra che caminava sendo rivato in grassia di cuesta maleditisima limentassione controlata al ridiculisimo peso di nove chiligrami e serino che mi facie pena anca eso sei e mezo. La congiurasione aveva partita dala mama e la dotoresa mia che sendo che mi avano pesato e trovato di guasi undici chilamenti hano penzato che io scopiava o di quore o di ereni. la mama si ava svenata pe conpraremi le buste che magriscano e i crocantini che costavino un botto e no avano saporassione es ostansa di nente. adeso sono belisimo come senpre avo istato e riescio a fare i salti come serino e corisciere insù pele scale ma no riescio a trovare un senzo a cuesta esistensia che pe nascita io aveo stato deicato al cibo e ala maniassione sendo cuesto il ragione delmia nominassione BALENA che era un nimale
più groso che no ciera più groso di esa in del niverso teracueo.
e io riscaldo tutti. Balena non ama stare sotto e si sdraia sopra il letto ma se trova le coperte un po' in disordine si scava una cuccia anche lui
e si addormenta ronfando e sognando la scatola del tonno con sorcio.
In attesa che i nipoti ripiglino a dare voce ai due meravigliosi esseri che occupano il nostro letto, cerco di intrattnervi un po' io (Dante). Dato che ho finito le scarpe a forza di andare in giro ma il lavoro si nasconde così bene ma così bene che non ne vedo ombra, scrivo qualcosa per riprendere fiato. Non rompano col dire: "se uno ha voglia il lavoro c'è e avanza". Chiaro che dannandosi l'anima e conquistando il diavolo a forza di moccoli (da noi = bestemmie) qualcosina scappa fuori, "ma è vivere" michiedo "correre per rimediare trenta o quaranta euri un giorno sì e un giorno no? E' vivere dover dire sono italiano per soffiare a un sengalese il lavoro da sogno di una mattinata a scaricare cassette?" A me il lavoro non m' ha mai fatto paura, anzi mi ci diverto ma elemosinare il privilegio di spaccarsi la schiena mi rompe dimolto ma dimolto le palle. "Et de hoc satis" ( diciamolo in latino tanto per far piacere al Prof. Martinelli che mi pare abbia introdotto lui in questo blogghe il latinismo per dire "su questo s'è detto anche troppo") e poi non si sa mai, mi viene in mente proprio ora colle reminiscenze dei "latinorum"...se qualcheduno tra li studenti avesse bisogno di una ripetizione di latino o di greco o d' inglese, o di spagnolo anche di matematica o se uno si fosse incasinato colla tesi e non gli riescisse di venirne a capo. Mica gli ci scrivo "riescisse" e "latinorum" e " ame mi" eh ....!State tranquilli, l' ho letto da bimbo "come si fa una tesi di laurea" la prima versione, vella che aveva scritto Don Luigi per conto di Umberto E. che in cambio ni fece conoscere una maestrina di Alessandria. La "maestrina dalla penna rotta" la chiamava lui rifacendosi al De Amicis. Una che, a vedella, era tutta perbenino ma che quando si trovava cor un prete ni sortiva fori una libidine mostruosa e perversa, perdeva letteralmente r'capo e ni diceva: "portami in chiesa brutto porco schifoso, sdraiami su na panca gocciolami la cera dele candele addosso, ifilami l'undie nela groppa, fammi male" e 'nzomma 'n repertorio che ci sarebbe sortita anche 'na videocassetta da facci stiantà d'invidia Riccardo Schicchi e tutta la su scuderia se Don Luigi non avesse avuto un certo senso del limite e un certo rispetto per l'abito talare.
Holly mi richiama all'ordine, dice che splinder lo aprano anche i bimbi- Boia dé l'apriranno i bimbi??? Aprano le zampe a tredicianni, sniffano a dodici, si danno le coltellate a undici ni serviranno propio le mi storielle pe sviassi a loro lì!
Comunque cambiamo discorso sennò si letica.
Allora....Renatona e quarchedun'artra m'avevano chiesto le parole der "bungalow" della Toromeccanica Band.
L'ho trascritte io perché come testo o Lyric non m'era riescito di trovalle: la dedico a Dino sperando che glielo soni bene quell'organo anzi quel pianoforte nel bungalow dela sfisserotta.
Oggi il pensiero dominante è questo, dev'essere l'età che avanza( Holly n.d.r.)
S'era restati al progetto di autofinanziamento che è andato alle ortiche grazie al fatto che non ho trovato la carta di credito e alla fine l'ho anche dovuta bloccare. "Se l'ho persa- pensavo- e la trova Silvio.... magari ci compra la collana a qualche budello che s'è fatta toccà r' culo e quando arriva r' conto da me ci trovano sei euri 'ome mio sardo attivo".
Ieri sono andato a Roma da quel tale che ogni tanto ci comprava i jingles a Dino e a me, ma dato che Dino sta sempre male e gli vengono in mente solo musiche funebri da tempo ormai l'omino ci compra un cavolo.
Da me solo non ci riesco perché mi arrangio colle parole e la metrica, suonicchio, ma a orecchio, mentre Dino ha fatto anche un bel pezzo di conservatorio e sa scrivere le note, le lega bene trova le tonalità ,insomma è un mezzo musicista. Mezzo non per sminuirne le capacità ma perché, come in tutte le cose lui non finisce niente o se le finisce non le sfrutta. Come faccio anch'io ma con un nichilismo totale che farebbe cascare le palle al Mosè di Michelangelo nonostante le tenga posate sulla sedia e strette tra le gambe.
Ieri l'altro gli ho portato un bottiglione di vino. Dello stesso vitigno base del Sassicaia, mica merda! S'è bevuto nsieme e ni fo:" Ti garba? "
e lui: 'osa?
r' culo dela Germini mbecille ti garba vello lì?
e lui: non lo so non glil'ho mai visto ma mi infastidisce quando parla e poi è ignorante come una capra.
r' vinooooooooooooooooo Dinooooooooooooooooooo ti garba 'sto vino onnòòòòòòòòòòòò
e lui: boia dé Dantino fammelo assaporà, un dai tempo....
va bene ripasso domani
Questi sono i nostri dialoghi. Ma torniamo a Roma, ci sono andato in bici o meglio in treno più bici perchè dovevo anche andare a comprare una cazzata di unguento a base di aspirina per la spalla di Uliano. Lo trovo solo in una traversa di via Ottaviano, in un negozio dove vendono dagli spaghetti alla crema per schiarire la pelle ai negri. Scendo a San Pietro e giù per la strada verso il Vaticano, scende parecchio e ho dovuto frenare colla scarpa sulla ruota perché la vecchia bici coi freni a bacchetta tiene poco quando aumenta la pendenza.
L'unguento l'ho trovato, l'omino, come mi aveva promesso per telefono mi ha accompagnato in una banca dove lavorano i suoi tre figli anzi due figli e una figlia. Dopo parecchie ciance e un interrogatorio che se me l'avesse fatto uno strozzino sarebbe stato uguale, mi hanno detto che non possono fare niente perché il mio reddito è sotto soglia. Con un tocco di genialità poi mi hanno suggerito di non fare asssolutamente nulla a livello di lavoro ufficiale farmi dare la disoccupazione, lavorare al nero accantonare il sussidio e tra qualche mese avrei i soldi che mi servono. Questi fanno le scarpe a Tremonti! veri mètre appensé.
Mentre tornavo insù, dormicchiando sul regionale, c'era un nigeriano che sberciava al telefonino. Berciano sempre ma luilì era r'massimo. Ala fine ni ho detto.: bada fratello che butti via vaini, se apri r'finestrino ti sentano senza bidogno der'telefano!
Si dov'esse commosso dato che avevo esordito chiamandolo fratello, in livornese accettabile mi fa: te penza ar tegame di tumà
e io giù a ridere da solo.
Dunque mentre tornav o insù, m'è venuta un' idea:
Dino ciaveva una Svizzera che gliela dava.... Quando Dino s'interessava ancora di queste cose banali e terra terra ma parecchio divertenti. Questa svizzera sudava franchi dala pelle e insisteva per regalargli un pianoforte, perché Dino le sue composizioni le fa con la chitarra o leaggeggia con un vibrafono di quelli da bimbi ma il pianoforte lo sona secondo me come Bollani ma a differenza di lui non si sa vendere per niente. Allora pensavo: "se si fa una colletta al Bar Nado e si mettano una ventina d'euri per uno ,gli ci si compra un biglietto d'andata e ritorno per Zurigo e un bel mazzo di rose. Lui va cole rose n,mano, senza tanti discorsi sennò la deprime, lei ni sarta addosso siuro. Fanno un po' di gennastica che ni farebbe bene anche a lui, la passione risboccia e r' mi Dinaccio ritorna co soldi pe comprassi r'pianoforte, me li presta ci aggiusto la barca di HollY, si fanno dele belle pescate, si recuperano i soldi, si ridanno a Dino e lui decide se compracci davvero il pianoforte o se rimandalli alla banchiera dicendole una frase di circostanza.
Pensavo mi mandasse in culo, invece m'ha detto: fossi stato meno orgoglioso mi ci mettevo "a pane " co leilì (n.d.r. mi ci mettevo seriamente appiccicato a lei solo alei sempre a lei ) . Gatto Eterno volesse.
Nara gli ha preparato uno zabaione cor uno zabov che avrà quarant'anni. Don Luigi ha fatto occhieggiare una scatolina di Cialis (ancora più forte del Viagra) dalla tasca del gonnellone (il buon prete non si smentisce mai e si dice abbia pelle mani una sposina di una quarantina d'anni).
Insomma si fa squadra per Dino, speriamo un ci ripensi....
Dante
No non è un gatto mantovano ho proprio perso la guida per quest'inferno di vita e passo da un casino all'altro mettendoci parecchio del mio nel provocare questa sequela di disavventure. Procediamo con ordine:
intanto chi è che scrive: io ovvio, se ho perso Virgilio sarò Dnte che ne dite? se avevo perso la moglie ero Silvio.
dove?: in treno, non sisbaglia, in bici, in barca o in treno. Qualche volta a piedi.
con che? : col portatile nuovo fiammante di Bobby che me lo guardano tutti da quant'è bello e tecnologico e pensano di certo che l'abbia rubato dato che sull'eurostar sono l'unico colle ciabatte da mare raccomodate collo spago, una maglietta fina sbracciata con una patacca di unto proprio due diti sopra il bellico e i pantaloncini corti. Completa la mise un berrettino che era bello ma l'ho toccato cole mani piene di grasso e ora non stona col resto anzi lo esalta. Il biglietto del treno me l'ha gentilmente offerto la mamma di bobby che non ha una lira nemmeno lei come la sua sorella ma in compenso aveva sposato un ingegnere che oltre ad averle lasciato a casa Bobby e Dani ni passa anche varcosa a livello di vaini.
perché visto che s'era appena arrivati a Venezia e ciaveva riportati insù detta sorella di Holly che era venuta a ripigliassi (recuperare un po' di energia) un attimo sulla costa toscana?: perché da qualche tempo ho perso il capo, ne combino di tutti i colori e non riesco più a coordinare le azioni quotidiane e nemmeno i pensieri.
Insomma devo ritornare a casa perchè mi sono dimenticato una carta di credito che rappresenta l'ultima chance per prendere due centesimi a credito per fare due o tre lavori alla barca di Holly, perché in due senza lavorare si stianta in una settimana.
Sapevo che era una risorsa vitale, un ancora di salvezza per farsi anticipare un migliaio d'euri pagandoci il quattropercento al mese e fare l'acrobazie a pesca di vongole sperando di rimetterceli il mese dopo. Ovviamente se non riesci a fare almeno duemila euri di pescato moi di fame ma anche con un brecchiven (come dicano gli economisti) di millettre, rendi il debito e almeno hai la barca in ordine per il mese dopo.
Così sta maledetta carta, per paura di perdela l'avevo nascosta e ora non mi ricordo dove. Ne avrò avuto di tempo per cercalla? Invece no! Convinto d'avella nel portafoglio sono partitio per Venezia senza neppure guardacci e ora ritorno giù come un'idiota a vedere se la trovo. A casa ho duemila e quattrocento libri, videocassette, cd audiocassette, la devo avere infilata da qualche parte e la devo trovare prima di domattina all'alba altrimenti va tutto a rotoli.
Così lo stress la salute e tanti altri guai invece di rovinarmi il fisico mi hanno cotto la testa e a volte mi ritrovo che ragiono da solo anche senza vino oppure che passo due o tre ore a guardare il vòto.
Nel frattempo sono arrivato a Firenze e ho chiappato al volo il regionale per Livorno, arrivo dieci all'undici.
"Pontedera" dice l'altoparlante, ci si avvicina al Tirreno, speriamo il salmastro mi faccia da tonico.
Chiudo con una scusa e un ringraziamento
mi scuso tanto con Redcats perché nonostante avessero prolungato la possibilità di votare la sua meravigliosa striscia non ci s'è fatta nemmeno la seconda volta. Questo di Bobby sì ch'è un pc! Ma quell'alri che ci s'hanno...non girano s'imballano. Provi ad aprire i pvt e si blocca il compiute, roba da spaccalli a cazzotti. Insomma Raspo e Maria Grazia (mi pare) perdonateci!
Grazie invece anche parecchie volte scusa lo devo dire al mio coevo Capehorn che il 16 settembre ci ha omaggiato di un premio che ci onora e ci commuove. Avendo una ferrari sotto l'undie sono andato a vedere cos'era e ovviamente il mitico CapeHorn, in uno dei suoi tanti deliziosi pezzi dalla prosa accattivante e graffiante, non lo dice espressamente che sia il premio Dardos che fa bella mostra di sé nella colonnina sinistra del suo template ? probabile! Fosse anche un bicchiere di vino è sempre una gioia sapere che qualcuno ci segue e ci stima. Grazie! lascio a Dani le incombenze del tresferimento con nomine perché non sono capace, sputtanerei tutto il blog a metterci le mani io.
Siamo quasi a Pisa. tra un po' inizia la delirante ricerca.
Che il Grosso Gatto lassù mi assista, se ho fatto un viaggio a vuoto è meglio che mi faccia ricoverare.
Dante
contisci contisci povero gato inbecile che cuando averai finisciuto cuesto mesucio picolo di setenbre ariverano trenta e uno giornassioni di otobre col fredo e la fama.
Stando all'alta considerazione che hai di te, un overdose di fame dovrebbe farti superare anche l'effetto freddo, ammesso che questo ottobre lo sia. A me pare tanto che si vada verso una di quelle famose "ottobrate".
Alora no solo era insciemo il gato sendo che me che era il fratelo magiore di eso di senpre lo aveva savuto ma anca eso no incontrava giovassione del lintervento lumando sendo che bobi si aveva bevuto anca eso il cervielo tra le sanpe di una cierta albione inglesa CUANDO IO DICIEVA FAMA INTENDEVA FAMA DI ISTOMAGO CRANPI IN DELE BUDELA riescivi a capisciere?
Ok Ok Rotolo, cercavo di non pensarci ma debbo confessare ai nostri lettori che pur innocente son condannato alla tua stessa pena: la Dieta!
Sul tavolo troneggia un sacco della Royal Canin con su scritto obesity management e una seire di orride bustine dalla minacciosa etichetta satiety.
Il tutto grazie alla tua ingordigia che dopo averti fatto toccare gli undici chili ha allarmato la mamma.
Povera mamma Holly che per un chilo e mezzo di crocchette e 12 buste di umido ha speso trenta euri.
Ci averebero potuti entrare trenta scatolete da cientosesanta grami di tono al naturale di marca fugiente e al meno una ventina di cuele con sorcio in di dentro.
Va bè Balenuccio una seconda metà di settembre da dimenticare. Bobby ha scoperto che l'inglesina demivierge, come lui l'aveva definità manteneva una relazione con un attempato signore al confronto del quale zio dante sembra Del Piero dopo che ha bevuto l'acqua di Andreotti che non è quella del plin plin ma quell'altra o forse tutte e due.
Dani ha subito una perdita terribile
ricordate la famosa Ka rosso bordeaux che Dante aveva riportato in vita con tanto impegno e olio di gomiti?
Bruciata due sere fa proprio in mano dello stesso Dante.
Al ritorno dal mare Danio gli aveva detto che la batteria era scarica e lui l'aveva subito rimessa in moto. Mentre girava in terraferma per farla riprendere un po', forse un ritorno di fiamma forse una permanenza di sfiga (di quella che da noi si vende a quintali) ha innescato l'incendio
neppure i pompieri che sono arrivati rapidissimamente hanno potuto far nulla. L'incendio è stato spento prima che potesse attaccare le bombole ma della macchina resta una carcassa contorta.
Ha avuto un bel dire la Dani che era meglio così, che nessuno era stato coinvolto e che il fatto che ci fosse stato Dante era stato un miracolo perché se ci fosse stata lei a bordo, magari con noi nei trasportini, chissa che tragedia ne sarebbe scaturita; Dante si è chiuso in un mutismo che congloba tutti i suoi casini: la mancanza del lavoro, la poca salute di mamma, la vecchiaia che incombe su Uliano, la depressione di Dino. Esce presto la mattina in cerca di qualcosa da fare, ma qui è dura. Si ha un bel dire che chi ha voglia di lavorare lavora, a cinquantacinque anni suonati tutti sono terribili competitors nella lotta per quelle due lire maledette. Forse l'avvicinarsi del Natale e dei mercatini gli potrebbe procurare qualche entrata con la bancarella dell'arrotino ma per ora: zero.
Neppure la mamma sta lavorando e io ho pensato di mangiare poco, visto che quelle bustine dietetiche mi fanno schifo.
Mi pare che anche Balena sia dello stesso avviso.
Avrei pensato ad un numero da circo con le nostre esibizioni, io so contare, miagolare le poesie, aprire le porte, nuotare e fare il salto nel cerchio di fuoco. Balena è uno spettacolo di per sé e, anche lui sa nuotare e in più miagola con una intoinazione stupenda andando a tempo con l'armonica.
Se Dante rinunciasse un po' a quella maledetta dignità potremmo allestire un carrettino di girovaghi.....
Esserino e BALENA